Natale e un mondo di piatti da amare!

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Nel periodo natalizio, si sa, amici e parenti sono una costante, così come sedersi a tavola! E allora accomodiamoci a tavola in tutto il mondo, alla scoperta di usanze e tradizioni. Natale, infatti, si traduce spesso nella possibilità di gustare menù e piatti che raramente si incontrano durante il resto dell’anno. Un esempio? In Italia la sfida è tra due simboli della tradizione natalizia, pandoro e panettone. Per l’ultimo dell’anno, invece, rigorosamente cotechino e zuppa di lenticchie, perché portano fortuna. In Spagna, lo stesso augurio è sancito da 12 acini d’uva: allo scoccare della mezzanotte si mangia un chicco per ogni rintocco, per propiziarsi fortuna e abbondanza per l’anno venturo. In Inghilterra, invece, quasi più dolce del Natale è il Christmas Pudding, lo storico budino natalizio, fatto da 13 ingredienti, come Gesù e gli Apostoli. Seguendo alla lettera la tradizione, ogni membro della famiglia dovrebbe aiutare a girare l’impasto in senso antiorario, per onorare l’arrivo dei Re Magi. All’interno del pudding viene inserita una moneta, un anello o un ditale, insomma un oggetto di buon auspicio per il fortunato commensale che lo troverà e che, con un po’ di fortuna, non si romperà un dente. In Portogallo, dove le tradizioni di origine cattolica si mescolano a usanze di derivazione normanna, è d’uso accendere un falò, la notte della Vigilia, come simbolo del trionfo della luce sull’oscurità. Protagonista a tavola è il baccalà, il piatto nazionale per eccellenza. La luce che trionfa sul male, simboleggiata dal colore giallo, che è il colore del sole e anche dell’oro, è il colore del capodanno in Cile e Ecuador. Da tradizione, il capofamiglia allo scoccare della mezzanotte getta un bicchiere di vino all’indietro per allontanare la sfortuna da casa. E ora, al suono di “Wesołych Świąt!” (Buon Natale!), ci spostiamo in Polonia, dove alla Vigilia di Natale vengano serviti dodici piatti di magro diversi, come gli apostoli. Tra le prelibatezze in tavola il Barszcz (zuppa di barbabietole), gli Uszka (ravioli ai funghi), i Pierogi (gnocchi di pasta ripieni), i piatti di pesce e la Vànocka, un pane dolce ripieno di uva passa. A inizio pasto, un biscotto tipo wafer, detto Oplatek, viene fatto girare in modo che ogni commensale possa mangiarne un pezzo. Se vi diciamo "escargot", cosa vi viene in mente? La Francia, naturalmente! Che festeggia uno dei Natali più raffinati, tra ostriche, salmone e grandi vini. Al momento del dolce, in tavola arriva il Buche de Noel, il tronchetto di Natale o la Galette des Rois, la torta dei re: un dolce di pasta sfoglia ripieno di crema di mandorle, che nasconde una figura di gesso colorata. Chi la trova avrà il privilegio di essere il re o la regina della casa per un giorno. Nei paesi del nord, come Svezia, Norvegia e Finlandia (che in fondo è il paese di babbo Natale!) via libera ai biscotti di pan di zenzero, e a quelli speziati e glassati, che possono anche essere utilizzati come decorazione e appesi all’albero. Sono chiamati Kakemenn, omini biscotto, in Norvegia, e Joulotorttu in Finlandia, dove si modellano con la stessa cura con cui si preparerebbe un origami. A proposito di origami, lo sapete che in Giappone, per i festeggiamenti alle divinità dell’anno nuovo, le campane dei templi buddisti suonano 108 volte? Per redimere i 108 peccati che albergano nell’animo umano. Paese che vai, usanze che trovi, ma ovunque ci si sieda  a tavola, lo si fa colmi d’amore, in ogni angolo del globo. Possibilmente, tranne chi si trova in Cile o in Ecuador, indossando qualcosa di rosso. Perché? Perché porta bene!