Cibi assurdi nel mondo

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Esiste secondo voi un libro che racconta il cibo, ma che per leggerlo servono stomaci forti?

Ebbene sì, esiste davvero!!!!

Si tratta di “Bistecche di formica”, edito da Baldini & Castoldi, un saggio che narra le avventure culinarie del food writer Carlo Spinelli, noto sul web come Doctor Gourmeta, vero e proprio «professionista della masticazione», come è solito definirsi.

Per cominciare ad addentrarsi nel libro mutuiamo le parole stesse dell’autore che a proposito di cibo spiega che  «l’assurdità è un concetto assolutamente relativo. Mangiare il coniglio, ad esempio, è un’abitudine qui in Italia, ma è considerato ripugnante in Thailandia, dove invece tra i piatti più diffusi ci sono insetti e funghi allucinogeni. Dipende da motivi culturali, religiosi, etici».

E così, in Slovenia offrono bistecche di orso mentre in Cina un gustoso hasma (ovvero tube di falloppio di rana), in Galizia i Percebes (costracei dalla forma spaziale e con una polpa arancione molto carnosa), in Islanda lo squalo putrefatto.

Trecento pagine di racconti dal mondo e dal passato (con curiosità persino su Cleopatra e sull’uomo delle caverne) suddivisi in 9 geniali capitoli. Impossibile non citarli: 

  1. Ittiofagia: balena, percebes, limoni di mare, lattume; 
  2. Geofagia: zuppa di sassi di mare di Gennaro Esposito, gelato all’argilla di Virgilio Martinez;
  3. Tossicologia gastronomica;
  4. Frugivorismo: bouye ovvero frutto del baobab africano;
  5. Florifagia, fiori foglie e radici; 
  6. Carnivorismo: cervello di renna, tube di Falloppio della vitella, cuniculus paca in Costa Rica;
  7. Ingredienti inclassificabili: Embrioni, nettare degli dèi e creature ipogee, Balut nelle Filippine, uovo centenario in Cina, uomo mellificato, borsa melaria dell’ape, fungo Phallus indusiatus;
  8. Entomofagia: Locusta migratoria, Acheta domestica, Galleria Mellonella;
  9. Cannibalismo e antrofagia
  10. Eccesso e astinenza 

Al di là dei gusti personali e delle tradizioni di ciascun paese, Carlo Spinelli ci ricorda che “dietro ogni “boccone” ci sono ragioni di pura e atavica sopravvivenza, o tradizioni culturali millenarie che io indago avidamente”. E se il cibo del futuro è costituito (secondo Spinelli) da insetti, alghe e germogli, eccovi una ricetta, tanto per cominciare!

Zuppa di miso (alghe protagoniste)
Ingredienti: Tofu 250 gr, 2 cipolle novelle, brodo di dashi 750 ml (istantaneo), pasta di miso 75 gr, 8 piccole foglie di alga wakane 

Procedimento: mettete a bagno per almeno 10 minuti l'alga wakame, risciacquatela con acqua fredda e fatela sgocciolare. Portate a bollore in una pentola, abbondante acqua e le alghe, facendole cuocere per 1 minuto; poi prelevatele con una schiumarola, raffreddatele sotto l’acqua corrente e fresca e fatele sgocciolare, magari appoggiandole su alcuni fogli di carta cucina, eliminando poi le coste centrali dure. Tagliate il tofu a cubetti di 3 cm, le cipolle (dopo averle ben lavate) preservando la parte verde a anelli e tritando la parte bianca. Riscaldate il brodo di dashi, aggiungetevi la cipolla novella tritata e fate bollire ancora. Poi passate al setaccio la pasta di miso e mescolarla senza far bollire.

Aggiungete alla zuppa la parte verde della cipolla novella e fate riposare 1 minuto, poi aggiungete le alghe wakame e servire la zuppa.