Cucina e camino

Cosa bolle in pentola? Questa volta la domanda giusta è: cosa cuoce nel camino? Non solo una fonte di calore domestico nonché vero cuore della casa ma anche il luogo dove si cucina! Del resto l’utilizzo del camino per la cottura dei cibi non è certo una scoperta recente, tutt’altro.
Affonda le sue origini nei focolai del paleolitico, passando per gli ipocausti romani, fino ad arrivare ai camini del primo Medioevo. É solo dalla fine del Medioevo che il caminetto diventa motivo di arredamento, iniziando ad assomigliare a quello che conosciamo oggi: non più al centro della stanza, com’era d’uso, ma addossato a una parete. I secoli successivi, tra invenzioni e innovazioni relative alla sua costruzione e ai materiali utilizzati, e con il cambiamento dei combustibili (legna, cherosene per la stufa, e infine gas ed elettricità, per le cucine moderne), hanno reso il camino, oggi e nella nostra quotidianità, principalmente come un piacere quotidiano.
Eppure, sfruttare le sue potenzialità è il modo migliore per tenere giù gli sprechi, perché non solo il fuoco continuerà a scoppiettare e riscaldarvi il corpo e il cuore, ma servirà a cucinare gustosi e saporiti piatti, riducendo il consumo energetico. Basta imparare ad utilizzare il camino per cucinare:

-Cottura allo spiedo: infilzate carne, pesce o verdure su uno spiedo grande e posizionatelo vicino al fuoco ma non a contatto diretto, perché si brucerebbe. Scegliete bocconi relativamente piccoli, come salsicce, hot dog, polpette. Giratelo frequentemente, per comodità potete acquistare una griglia da caminetto, disponibile in diverse forme e modelli. 

-Cottura con la pentola di ghisa: utilizzate la brace del camino per cuocere tutto quello che volete, uno stufato, una zuppa, un brasato… con l’unica accortezza di distribuire bene la brace sotto la pentola. Fate il fuoco di lato, per lasciare lo spazio per posizionarla, e quando il fuoco avrà formato la brace mettetene un po’ sotto e sopra la pentola e ogni tanto fatela ruotare, così la cottura sarà uniforme. Con questo metodo potete cuocere praticamente tutto! 

- Cottura con lo spago: questo è un metodo un tantino fai-da-te e forse più complesso rispetto agli altri. Piantate un chiodo o un gancio nel muro sopra il camino. Ora scegliete la pietanza da cuocere, in Italia tradizionalmente questa cottura è usata per il caciocavallo (mai sentito parlare di caciocavallo impiccato?) o per l’arrosto, da marinare o insaporire precedentemente. Legatelo saldamente con un lungo pezzo di spago da cucina in modo da tale da poterlo appendere in posizione verticale.
Attaccate l’arrosto al chiodo, collocandolo al centro del fuoco, sopra una teglia che ne raccolga i succhi e il grasso. 

Mentre cuoce, ogni tanto dategli una leggere spinta per farlo ruotare, uniformando la cottura. Ricordate di bagnare periodicamente la carne e anche la corda, per evitare che si secchi e che si rompa. 

-Cottura con teglie o al cartoccio (cottura sotto la brace): se non avete a disposizione una pentola di ghisa, usate delle vaschette di alluminio. Anche se avete un caminetto chiuso, potete sistemare le teglie nello spazio che resta tra il fuoco e il vetro. Tagliate la carne o la verdura in pezzi regolari e non molto grandi, conditeli a piacere e posizionate nel camino, coprendo la vaschetta con la carta d’alluminio. Dopo 15 minuti, fate gocciolare i succhi (non buttateli, potranno servire a insaporire la carne, più tardi!) e riposizionate in forno, bucherellando la stagnola che li ricopre. Ora lasciate cuocere, aprendo periodicamente la copertura e mescolando.
La cottura sotto la brace è adatta a molti cibi: cipolle, uova, patate, pesce, pollo e salsiccia. Condite il cibo con sale, olio, origano e rosmarino, avvolgete nella carta stagnola e collocate il tutto sotto la brace. La cottura si aggira intorno ai 30/40 minuti tranne le uova, che sono pronte dopo 5 minuti. Prima di metterle sotto la cenere, forate la punta, per bucare il sacco d’aria. 

Un consiglio extra: avviate il fuoco con anticipo, per dargli il tempo di formare brace a sufficienza. E non resta che dire… bon apetit!