Fichi: dall'antipasto al dolce

Il fico ha una storia millenaria, ve ne sono tracce già nelle prime civiltà agricole di Mesopotamia, Palestina ed Egitto, ma le origini appartengono alla Caria, regione dell’Asia Minore. In ogni antica civiltà ci sono rimandi a questo frutto, ad esempio in Grecia, dove era considerato un frutto fortemente erotico - proprio come l’avocado per gli aztechi - e pare che nel Vecchio Testamento biblico, il frutto proibito non sia tanto un melo, quanto un fico: tant’è che Adamo ed Eva dopo aver assaggiato il frutto proibito e sorpresi dall'immediato senso di vergogna per le proprie nudità, utilizzano proprio una foglia di fico per coprirsi.

Anche nell’antica Roma, un pianta di fichi si intreccia strettamente con le origini della città “caput mundi”. Plutarco narra, infatti, che la cesta, dove vennero abbandonati Romolo e Remo destinati a morire in quanto figli illegittimi della vestale Rea Silva, si arenò in un’insenatura fangosa del Tevere, sotto un fico e proprio qui vennero trovati e nutriti dalla lupa. La pianta considerata sacra poiché legata a Marte, padre dei due gemelli, era protetta dai sacerdoti del dio. Per induisti e buddisti era un frutto sacro in quanto simbolo di conoscenza e verità. Al di là dei rimandi culturali, il fico vanta numerose proprietà nutrizionali benefiche e negli ultimi anni, è stato ancor più valorizzato proprio in funzione delle sostanze chimiche in esso contenute, come ad esempio, quelle cheratolitiche del lattice che produce subito dopo averlo staccato dalla pianta e che, se applicato sulle punture d'insetti attenua il dolore, o quelle caustiche in quanto ricco di proteasi ed amilasi. Attenzione però a come lo si utilizza in quanto molto irritante per la pelle. Il frutto, oltre a essere buonissimo, ha proprietà emollienti ed espettoranti e benefiche per la tosse persistente e proprietà lassative, grazie alla dotazione in fibre; contiene le vitamine A e C, tiamina, ferro, calcio, potassio e fosforo e, secondo gli studi dell’Institute of Physical and Chemical Research di Tokyo grazie alla presenza di un derivato del benzaldeide, avrebbe effetti importanti nella diminuzione dei tumori.

Ecco allora un menù con protagonista il fico:

Antipasto: fichi e formaggio o fichi e prosciutto.  

Primo: risotto fichi e pecorino. Un primo piatto dove il dolce dei fichi si fonde con il gusto intenso e deciso del pecorino, creando un mix unico, un contrasto di sapori che delizia il palato. Molte sono le ricette che potete trovare facilmente in rete. Il nostro consiglio è certamente quello di scegliere il vialone nano o il carnaroli, 2 o 3 fichi maturi ma sodi e un pecorino semistagionato.

Secondo: bocconcini di pollo, fichi e pinoli, per un piatto veloce, gustoso e di grande effetto. Una ricetta ricca di potassio, fibre e proteine dal sapore tipicamente autunnale.

Contorno: insalata di fichi neri e valerianella. La ricetta vede 8 Fichi Neri, Valerianella, Olio E.V.O., succo di mezzo limone, 5-6 Gherigli di noci; Sale e Pepe Q.B. Il procedimento invece è molto semplice: lavare e asciugare per bene la valerianella, poi dedicarsi alla preparazione dell’emulsione mescolando insieme olio, succo di limone e sale. Mettere tutti gli ingredienti in una insalatiera capiente, condire l'insalata e aggiungere le noci sminuzzate.

Dolce: mousse di fichi. Un dessert al cucchiaio a base di uova e panna velocissimo da preparare. Il trucco per ottenere un’ottima mousse è quello di scegliere esclusivamente fichi maturi. La ricetta può essere arricchita con cioccolato, ricotta, yogurt o miele per un sapore ancora più intenso. Ottima sia servita da sola che accompagnata da biscotti e un tovagliolino di carta.