Fish and chips Day!

Giugno con il profumo di erba tagliata e fiori di campo porta con sé la voglia di piatti freddi e frutta fresca ma la voglia di frittura! Cosa bolle in pentola nel mese di giugno? Un piatto che arriva dalla tradizione inglese: il Fish and Chips! Il 1 Giugno è infatti il Fish and Chips Day, una giornata dedicata a questo piatto della tradizione popolare. Le sue origini, che risalgono al 17esimo secolo, si perdono tra le pagine di Oliver Twist (1839), dove Charles Dickens ci parla di un “magazzino di pesce fritto”, dove il pesce è accompagnato da patate al forno.
Mentione ad honorem letteraria a parte, il Fish and Chips è sicuramente un piatto a cui è difficile resistere: pesce bianco in umido avvolto da una croccante pastella dorata, servito con una porzione di spesse patatine fritte e condito con una spruzzata di aceto (solitamente di malto) e di sale. Il primo negozio specializzato in Fish and chips ufficialmente riconosciuto a Londra, da Joseph Malin, aprì nel 1860, e oggi sono più di 11mila i venditori di questa prelibatezza sono nel Regno Unito. Eppure, il Fish and chips nacque come “Street food”, cibo di strada, venduto da venditori ambulanti con grandi vassoi appesi al collo, in cui ancora oggi non è raro imbattersi. Non solo una ricetta, ma un’istituzione, che affonda le radici nella tradizione: il Fish and chips divenne popolare tra le classi lavoratrici in Inghilterra, come conseguenza del rapido sviluppo della pesca nel Mare del Nord e dello sviluppo della rete ferroviaria. Così, questo piatto semplice, gustoso, economico e calorico (e quindi energetico), è diventato un simbolo per generazioni, mangiato con le dita in vacanza, o a tarda notte di ritorno dal pub, o condiviso con amici e famiglia nell’uscita del fine settimana. Anche per questo, il format “Street Food”, nonostante l’enorme numero di ristoranti specializzati in questa pietanza, è ancora in grado di attirare migliaia di clienti affamati, affascinati da qualcosa che va oltre il “fenomeno di moda”. Street food significa infatti un modo di vivere il rapporto con il cibo in un contesto di cultura secolare e tradizione, ristabilendo un contatto con le proprie radici, reinventandolo in forma pratica e innovativa, sorprendente e gustosa. Per questo, se una volta lo Street Food era destinato a chi la strada la viveva quotidianamente, oggi è diventato un trend, nella ricerca di un’autenticità in cucina che talvolta, al tavolo di un ristorante di lusso, sembra perduta o quantomeno lontana. Anche grazie alla globalizzazione, all’attenzione mediatica intorno al cibo, sono sempre più i giornali di gastronomia, le trasmissioni televisive e gli chef che hanno consacrato il cibo di strada come l’icona del terzo millennio. Persino App come Trip Advisor, nota ai viaggiatori di tutto il mondo ha inserito i “food truck”, i carretti ambulanti, tra i primi risultati. Le parole d’ordine per questo format, insieme antico e moderno? Freschezza e qualità. E noi aggiungeremmo: icona. Di una tradizione, di una cultura tutta sa scoprire. Che sia un Carrywurst per le strade di Berlino o un Rotolo alla cannella (Chimney Cake) in Repubblica Ceca, un vassoio di Churros spagnoli, o un Baozi, il panino al vapore cinese. Che sia un Arancina, da gustare tra i vicoli di Palermo, ripieno di ragù di carne, o del tiepido Pane con la nduja calabrese, o ancora un cono di pesciolini fritti in ogni città italiana affacciata sulla costa (avete mai provato il Cuoppo di frittura di pesce napoletano?). Insomma, in un turbinio di odori e sapori, quello che davvero bolle in pentola sono tradizione e passione per una cucina senza sprechi e a KM0!