Il carciofo

Noto già presso i greci col nome di "kinara" e presso i romani ("cynara") il carciofo è soggetto a vari soprannomi: nel nord Italia solitamente viene chiamato "articiocco" o "articioc", termine mutuato dal francese artichaut; nelle Marche e in Abruzzo viene chiamato "scarcioful", in Campania "carcioffola", in Calabria "caccioffulu" o "cancioffulu" e in Sicilia "cacocciula". Il carciofo, che si sappia bene, è un un bocciolo (nell’immagine capolino di carciofo in piena fioritura). La tradizione fa risalire il consumo e coltivazione da prima del secolo XV a partire dalla Sicilia per approdare poi in Toscana verso il 1450. Caterina de' Medici, sposa di Enrico II di Francia, portò con sé i carciofi, di cui andava ghiotta, aprendo ai vicini d’Oltralpe questo nuovo ingrediente e così fecero i colonizzatori francesi con Le Americhe! 

Può essere Brindisino, Spinoso (sardo se coltivato in Sardegna e d'Albenga se coltivato in Liguria), Catanese, Romanesco, Verde di Palermo, Violetto di Provenza, di Toscana e di Niscemi, ma anche Mammola verde, "Paestum" (varietà IGP proveniente dall'omonima città della magna Grecia di Capaccio-Paestum), Mazzaferrata di Cupello, Precoce di Chioggia e Scarciofeno di Montelupone, solo per citare alcune delle tipicità più famose di questo ortaggio. Il carciofo (Cynara scolymus L.), della famiglia Asteraceae, è una pianta ampiamente coltivata in Italia, Paese che detiene un vero e proprio primato in Europa, in particolare nelle regioni più calde (Sardegna, Sicilia e Puglia). Utilizzata sia in cucina che in medicina, da questa pianta si ricavano dei rimedi naturali depurativi per il fegato.
Le proprietà benefiche del carciofo sono numerose. È l’ortaggio che:
- vanta il più alto livello di antiossidanti;
- abbassa il colesterolo e aiuta il fegato a depurarsi, grazie alla cinarina, la sostanza che gli conferisce il retrogusto amarognolo;
- ha funzione lipidica e glicemizzante (pare possa fungere da protettore del cuore e del sistema cardiovascolare);
- contiene acido folico, molto importante in gravidanza;
- fornisce circa il 12% della dose raccomandata di vitamina K in grado di proteggere contro il danno neuronale e la degenerazione cerebrale e ha un ruolo importante nella formazione delle ossa e nel mantenimento della loro salute; 
- contribuisce a migliorare la digestione, è un diuretico naturale e migliora la produzione dei succhi digestivi;
- ha proprietà vasodilatatrici, che consentono un maggior apporto di ossigeno al cervello, e proprietà afrodisiache;
- contiene vitamine e minerali come il magnesio, il fosforo e il manganese e un solo carciofo può contenere fino a ¼ delle fibre vegetali richieste da parte del nostro organismo giornalmente. 

Qui potete trovare la ricetta dei  Carciofi alla Giudea o dei Carciofi ripieni  e Paccheri al sugo di Carciofi e scampi e di seguito i versi di Pablo Neruda dedicati al Carciofo
“Ode al Carciofo.”
Il Carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero, ispida edificò una piccola cupola, si mantenne all'asciutto sotto le sue squame, vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono, divennero viticci, infiorescenze commoventi rizomi; sotterranea dormì la carota dai baffi rossi, la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino, la verza si mise a provar gonne,
l'origano a profumare il mondo, e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero, brunito come bomba a mano, orgoglioso, e un bel giorno, a ranghi serrati, in grandi canestri di vimini, marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno: la milizia. Nei filari mai fu così marziale come al mercato, gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi, file compatte, voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade, ma allora arriva Maria col suo paniere,
 sceglie un carciofo, non lo teme, lo esamina, l'osserva contro luce come se fosse un uovo, lo compra, lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe, con un cavolo e una bottiglia di aceto finché, entrando in cucina, lo tuffa nella pentola. Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo, poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta
 del suo cuore verde.