Il cioccolato

Un ingrediente da vicino che ci delizia da ben 4000 anni: il cioccolato! Era chiamato dai Maya “la bevanda degli dei”, gli Aztechi utilizzavano i chicchi di cacao come moneta di scambio e oggi sappiamo che, grazie ai polifenoli del cacao, naturali antiossidanti, allunga la vita. Niente di antico come il cioccolato è diffuso sulle nostre tavole ancora oggi, e la sua storia ha inizio in America centrale, tra i paesi che oggi chiamiamo Messico, Perù e Panama. Nel 1500 a.C., la civiltà precolombiana degli Olmechi scoprì l’esistenza di una pianta chiamata Kakawa i cui semi, seccati e poi macinati, venivano consumati mescolati con l’acqua; scoperta, questa, databile grazie al ritrovamento di reperti quali tazze e piatti in cui si preparava la preziosa miscela. 2000 anni più tardi la Pianta del cacao iniziò ad essere coltivata dai Maya, che ne limitavano il consumo ad alcune classi della popolazione: sovrani, nobili e guerrieri gustavano la polvere di cacao con acqua (haa) calda (chacau), la Chacauhaa, da cui probabilmente ha avuto origine la parola spagnola “Chocolate”. Anche gli Aztechi sfruttavano la coltivazione del cacao, ritenuto così prezioso da essere usato non solo come merce di scambio ma anche come bevanda cerimoniale, associata alla dea della fertilità Xochiquetzal, da cui la bevanda Xocoatl (altra possibile origine del nome “cioccolato”). Secondo la leggenda, l’imperatore azteco Montechuzoma (Montezuma) ne beveva 50 tazze al giorno! La diffusione in Europa ha avuto origine dopo la scoperta delle Americhe; il primo a importare “l’oro nero” in Spagna fu il conquistatore Hernàn Cortés, nel 1528, quando la portò in dono al re Spagnolo. La bevanda al cacao non si diffuse subito nel vecchio continente: il suo gusto era ben lontano da quello che conosciamo oggi, era amaro e molto forte. Dopo innumerevoli prove in cucina venne aggiunto lo zucchero, che la rese una prelibatezza a corte e nei salotti degli aristocratici. I semi di cacao furono piantati direttamente nei territori conquistati: Trinidad, Haiti, Africa e successivamente India e in Asia. In due secoli il cacao aveva sedotto l’Europa, diffondendosi anche in Italia, Francia, Gran Bretagna e Olanda. A Londra nacquero le prime “case della cioccolata”, seguite dalle “Botteghe del cioccolato” a Venezia, e divenne così popolare che iniziò ad essere studiato dal punto di vista medico. Le prime fabbriche di cioccolato lo resero accessibile a tutti e nacquero in Francia, ma la prima barretta di cioccolato moderna venne prodotta nel 1849 a Birmingham, in Gran Bretagna. Ogni paese ha contribuito in qualche modo alla nascita del cioccolato come lo conosciamo oggi, e proprio il 7 Luglio si festeggia la Giornata Mondiale del Cioccolato. Ora sappiamo che, per quanto buono, il cioccolato non è la cura a tutti i mali, anche se le proprietà benefiche di questo alimento sono numerose. Per sfruttarle bisognerebbe consumare quello con il 70% di cacao, perché con l’aggiunta di latte perderebbe parte delle sue proprietà. Vediamo quali:
- I flavonoidi, antiossidanti naturali contenuti nel cacao, mantengono bassa la pressione arteriosa, contribuendo a ridurre rischio cardiovascolare.
- Stimola a produzione di serotonina, l’ormone che regola l’umore: è un “antidepressivo” naturale!
- Le fave di cacao contengono sali minerali, magnesio, calcio, ferro, potassio e vitamine del gruppo B, un concentrato di energia.
- Il cacao a crudo stimola il metabolismo, grazie ad alcuni antiossidanti come le catechine. Le fave di cacao hanno un sapore più forte delle tavolette e non a tutti piacciono. In alternativa si possono gustare barrette di cioccolato arricchite da bacche di cacao.