Il Miele

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Un dolce capolavoro di fatica è il miele, apprezzato fin da quando si perde la memoria dell’uomo. Pensate che le pitture rupestri trovate nella “Grotta del ragno”, vicino a Valencia, in Spagna, raffigurano proprio un uomo intento a raccogliere miele da un favo. 

Il miele lo conosciamo tutti, e la saggezza popolare, prima ancora di essere supportata dalla scienza, ci racconta le sue numerose virtù: antiinfiammatorio, antibatterico, emolliente ed energetico… insomma, oltre che buonissimo, il miele è un tesoro naturale.

È anche l’unico alimento prodotto naturalmente dagli insetti, nonché unico cibo dolce che non viene manipolato dall’uomo.

Produrre il miele è un lavoro duro. L’ape bottinatrice succhia il nettare da certi tipi di fiori, e la melata, un liquido zuccherino secreto da alcuni insetti, dai tronchi degli alberi.

Quanto ingurgitato viene poi trattenuto in una “sacca”, che l’ape svuota all’alveare. Qui, le ape operaie ingeriscono più volte e rigurgitano il nettare, trattenendo l’acqua in eccesso.

Infine lo spalmano in strati sottili nell’alveare, dove viene asciugato con un simultaneo battito d’ali. Ogni ape bottinatrice deve volare per almeno 150000 chilometri per produrre un chilo di miele, visitando più di due milioni di fiori. Incredibile, vero?

E non siamo mica i soli ad essercene accorti! Nell’Antico Egitto l’apicoltura ebbe origine almeno dalla metà del secondo millennio a.C. quando il miele era considerato cibo di lusso. Anche sull’origine del miele ci si interrogava, e Aristotele scriveva nel “De Generatione Animalium” che il miele è “una sostanza che cade dall’aria, specialmente al sorgere delle stelle e quando si incurva l’arcobaleno”.

Un’origine “celeste” accreditata anche durante tutto il Medio Evo, anche se a vederci lungo, già nel I secolo d.C, era stato Seneca, che per primo ipotizzò che le api lo producessero. Quello su cui concordavano i più, comunque, era che il miele, così come l’ape, avesse origine divina: così Zeus fu nutrito con del miele dalle figlie di Melisseo; Aristeo, uno dei figli di Apollo, insegnò agli uomini l’arte dell’apicoltura.

Per molto tempo, il miele è stato utilizzato come dolcificante, come condimento da accompagnare alla carne o al pesce e come conservante. Per svelare il segreto della sua creazione è stato necessario aspettare il XVII secolo, quando per la prima volta si osservò al microscopio il processo della trasformazione del nettare in miele. Nel corso del tempo, la storia del miele si è intrecciata a quella dello zucchero, il dolcificante più utilizzato al mondo.

Dal punto di vista nutrizionale,  “vince” il miele, che contiene vitamine, oligoelementi ed enzimi. La sua composizione lo rende un “super alimento” energetico, assorbibile immediatamente senza che venga processato dalla digestione. Non è finita qui, perché se è vero che fin dai tempi antichi se ne decantavano le virtù, oggi ne abbiamo scoperte di nuove: antianemico, antimicrobico, riequilibra le funzioni intestinali e può inibire germi pericolosi come lo streptococco e lo stafilococco. Avete una tosse stagionale?

Il miele è un calmante naturale. Le proprietà benefiche variano a seconda della provenienza del miele, classificato a seconda dell’origine: miele di melata, monofloreale (da un’unica specie di fiore) e plurifloreale (da nettari diversi). Le proprietà curative delle piante si sommano così a quelle già benefiche del miele. Tra i tanti benefici, resta da dire che il miele, con 304 calorie per 100 grammi, è un alimento calorico e come tale va usato con moderazione. Eppure, sostituirlo allo zucchero nella preparazione di dolci e ricette e come dolcificante nel tè è sicuramente una decisione positiva per la salute dell’organismo. 

Ultimo ma non ultimo, il miele è un alimento nel quale non sono mai stati registrati livelli significativi di inquinamento, a cui le api sono molto sensibili: se l’ambiente è inquinato, le api muoiono prima di poterlo produrre. Non a caso, infatti, questi operosi e complessi insetti sono dei veri e propri indicatori biologici, cui tra l’altro la nostra esistenza è strettamente connessa: non solo creano il miele, ma impollinano le piante. È grazie alle api, come segnala la Fao, se proliferano 71 delle 100 colture più importanti per la vita dell’essere umano.