La castagna

Fin dall’antichità, la castagna esisteva sotto il nome di “noce piatta”, o “ghianda di Giove" e allora scopriamo da vicino questo gustoso frutto ricco di storia e tradizioni.

Innanzitutto, è bene fare subito una distinzione tra le castagne commestibili e le cosiddette castagne “matte” che sono invece i frutti dell’ippocastano e, si racconta che, se tenute nella tasca del cappotto per tutto l’inverno, abbiano il potere di scongiurare i malanni di stagione. 

Il castagno invece, al contrario dell’ippocastano o castagno dell’India, è un albero maestoso, imponente, definito “l’albero del pane” in quanto già dai tempi antichi, i Greci utilizzavano la farina di castagne per preparare il cosiddetto “pane nero di Sparta”, quella farina che oggi utilizziamo per cucinare pasta, gnocchi, crepes e torte.


L’albero fiorisce a giugno, mentre i frutti maturano tra settembre e novembre e ogni frutto si compone di 1-3 castagne (“achenii”), racchiuse all’interno di un involucro coperto da lunghi aculei, il “riccio”, che si rompe una volta che le castagne giungono a maturazione. 

La forma dei frutti dipende dalla varietà delle castagne e dal numero e dalla posizione che occupano all'interno del riccio.

Sapete che un castagno può vivere più di 1000 anni? Ne è un meraviglioso esempio il Centocavalli sull'Etna, l’albero di castagne più antico e grande d’Europa, che misura 53 metri di circonferenza e ha ben 4000 anni! 

Ma l’Italia non è l’unico paese a custodire un castagno millenario: esemplari antichissimi si trovano anche a Sancere (Cher), in Francia, e a Tortworth (Gloucestershire), in Inghilterra. 

Diffuso soprattutto nelle zone della Spagna, Francia, Svizzera, Italia, Croazia, Penisola balcanica, Asia minore, Caucaso, Africa nord-occidentale. 

In Cina invece esiste una varietà di castagne molto particolare: la castagna d’acqua. Piccole, arrotondate, a buccia scura e lucida con polpa bianca e croccante, le castagne d'acqua si consumano crude, bollite o alla griglia, e possono essere conservate in salamoia o sigillate in barattolo. Dalla macinatura della castagne d’acqua si ottiene una farina bianca, con cui cucinare delle torte.

Con le castagne è possibile preparare innumerevoli ricette dalle zuppe calde perfette per i primi freddi ai ripieni, come ad esempio il famoso il tacchino farcito di castagne preparato Thanksgiving (il giorno del ringraziamento celebrato in America il 22 novembre).

Ma le castagne sono gustosissime anche mangiate da sole, per esempio lessate, in forno o, ancora più buone, arrostite sul fuoco: le famosissime “caldarroste” diffuse in tutto il Mediterraneo, dal Portogallo alla Turchia. Prepararle è semplicissimo: basta far asciugare le castagne per qualche giorno dopo averle raccolte, inciderle (“castrarle”) per evitare esplosioni a contatto col calore e adagiarle in una padella apposita detta “padella da castagne” ma che ogni regione definisce nel proprio dialetto ad esempio: padella bucata da bruciate (toscana); caliaturi (sicilia); cocerella (lazio); pastellera (calabria); Fassura (veneto) 
vrulera (Campania)

Curiosità:  i marron glacé, quei dolcetti avvolti di zucchero inventati del XVI-XVII secolo dal cuoco di corte del Duca di Savoia Carlo Emanuele I, erano considerati afrodisiaci e, nel 1700, regalare a una donna una scatola di marron glacé poteva essere considerato un gesto malizioso.