Semi di chi? Semi di chia!

C’era una volta un seme, che cresceva nelle calde terre del Centro America (tra Messico e Guatemala) e che era così speciale, ma così speciale, da essere considerato fonte di forza e di guarigione dai guerrieri aztechi. Per questo il semino accompagnava sempre i guerrieri in battaglia e per questo venne chiamato “chia”, che in azteco significa “forza”.

Non a caso siamo partiti dalla leggenda per parlare di questa pianta appartenente alla famiglia delle Labiate (la stessa di Salvia Officinalis, di timo, rosmarino, basilico,…) approdata sulle nostre tavole alcuni anni fa, esattamente nel mese di ottobre 2009, quando i semi di chia sono stati ammessi sul mercato UE e come ingrediente alimentare. Questi piccoli semi, di colore chiaro, rappresentano un piccolo tesoro di macro e micronutrienti che sono contenuti in ciascuno di essi, in grande quantità. Tra i macronutrienti, i semi di chia sono ricchissimi di carboidrati, proteine e lipidi, fibre solubili e insolubili e contengono tutti gli aminoacidi, compresi quelli che vanno necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, poiché il nostro corpo non riesce a sintetizzare in autonomia. Molto più del salmone, il seme di chia è una fonte di omega 3, 6, 9: si tratta di quei grassi “buoni”, che svolgono funzioni molto positive, come abbassare il colesterolo cattivo e i trigliceridi, o aumentare il colesterolo buono, o sfiammare “naturalmente”.

La loro composizione con altissimo contenuto di fibre rappresenta un toccasana per l’intestino poiché i semi possono assorbire una quantità di acqua ben 9 volte superiore al loro peso e di conseguenza, scendendo nel tratto gastro-intestinale, vanno a formare un impasto capace di raccogliere scorie e tossine, migliorando la salute di chi soffre di stitichezza o colon irritabile.

Per quanto riguarda i minerali, i semi possono vantare un apporto di calcio addirittura maggiore di quello contenuto nel latte vaccino, e poi ferro (tre volte superiore rispetto a quello contenuto negli spinaci), fosforo, magnesio (più di 10 volte superiore rispetto a quello contenuto nei broccoli) sempre a pari peso, ma anche potassio, zinco, rame e sodio.

Il contenuto di sali minerali nei semi di chia, unito a quello di aminoacidi e di vitamine contribuisce a fornire all’organismo un ottimo livello di energia. Altra chicca: gli antiossidanti…questi semini ne contengono ben 4 volte di più rispetto ai più famosi mirtilli e contengono ben 18 Aminoacidi, compresi tutti gli aminoacidi essenziali (tranne la taurina). Ricordiamo che gli antiossidanti sono molecole che combattono i radicali liberi e lo stress ossidativo con una attività preventiva sulle patologie cronico-degenerative soprattutto neuro-degenerative.

Per queste numerosissime proprietà indiscutibilmente uniche, i semi di chia sono particolarmente indicati durante la gravidanza, poiché favoriscono il mantenimento dell’equilibrio della pressione, il corretto funzionamento intestinale e il giusto livello di glicemia. Aiutano inoltre a restare in forma, in un regime alimentare equilibrato, grazie alla loro capacità di formare un vero e proprio gel, che dona un senso di sazietà alla futura mamma. Infine, questi semi sono privi di glutine, indicati quindi anche in caso di celiachia o di qualche intolleranza alimentare. Ed ecco come usarli. Considerando che i semi di chia sono insapore si possono integrare in qualsiasi tipo di pietanza, dalla colazione alla cena passando per le tisane. A colazione, yoghurt, cereali e un paio di cucchiaini di semi oppure in un frullato a base di latte vegetale, banana e mela. A pranzo o cena, sono azzeccatissimi se mescolati crudi all’insalata, oppure tostati e macinati per arricchire zuppe e minestre. Come tisana, consigliamo di ammollare un cucchiaio di semi in 300 cc di acqua, a cui si aggiungerà succo di limone.