Cono o coppetta?

 

Come lo preferite il gelato? La domanda si perde nella notte dei tempi, o meglio nella notte in cui fu inventato il gelato (ammesso si trattasse di una notte). Era il lontano 1686 quando un certo Francesco Procopio dei Coltelli, cuoco siciliano, riuscì a creare la miscela perfetta per confezionare il gelato. Questa prelibatezza divenne famosa a Parigi, quando Procopio iniziò a servirla al Cafè Procope.  E la SfidAsciugoni di questo mese è tra cono e coppetta. Rispetto alla coppetta (di vetro), il cono gelato arrivò più tardi, ossia agli inizi del ‘900. Rintracciare le sue origini non è così semplice, e le due tesi più credibili riguardano un pasticcere siriano di St. Louis, Ernst Hamwi, specializzato nella creazione della “zalabia”, una cialda di wafer, e un immigrato italiano a New York, Italo Marchioni. Entrambi avrebbero fatto tesoro della mancanza di spazio dove consumare il gelato in coppetta, che appunto prevedeva l’uso di posate e di una coppa di vetro, e dell’esaurimento di coppette. Per rendere più pratica questa delizia, avrebbero infatti creato entrambi, in momenti diversi ma seguendo la stessa intuizione, una cialda a forma di cono per poter gustare il gelato in modo comodo e pratico. Nell’eterno dilemma se sia meglio il cono o la coppetta, alcune gelaterie si attrezzano con coppette di cialda. Insomma, l’importante è comunque gustarsi un buon gelato.