Tè freddo o caffè shakerato?

 

Meglio al limone con ghiaccio o alla menta con fettina di lime? Bevanda dissetante (soprattutto se fatta in casa e poco zuccherata), il tè freddo affonda le origini nel punch, una miscela di tè tradizionale con prodotti alcolici, diffuso in America all’inizio dell’Ottocento, ma fu soltanto con lo sviluppo della refrigerazione che si ottenne la bevanda che conosciamo anche noi. La diffusione dell’Ice Tea arrivò nel 1904 durante una caldissima esposizione Universale a Saint Louis, quando un gruppo di produttori provenienti dall’India e da Ceylon (ora Sri Lanka) cominciò a raffreddare i bicchieri colmi di bevanda bollente con cubetti di ghiaccio. Fu un successo immediato!

Di origine italiana, il caffè shakerato è una bevanda tipicamente estiva a base di caffè espresso, zucchero liquido, ghiaccio e con molte varianti, tra cui ad esempio il liquore (crema di whisky o sambuca) o lo sciroppo (alla vaniglia o alla nocciola). A differenza del tè freddo, la bontà del caffè shakerato sta tutta nella bravura del barman che dovrebbe servirlo con un bordo spumoso di circa 0,5-1 cm.