La cucina solare è realtà

Se dovessimo dare un aggettivo che esprima per bene il concetto di cucina potremmo sicuramente dire: conviviale, creativa, allegra e solare: solare?!

Ebbene sì, la cucina solare è divenuta realtà e da qualche tempo è possibile preparare prelibatezze a impatto zero.

Si tratta di una cucina in grado di sfruttare il calore generato dai raggi solari facendoli convergere in un punto, ovvero dove la nostra pietanza sta aspettando di essere cotta, attraverso un sistema di lenti a specchio.

Il prototipo risale al 2009, si chiamava “Kyoto Box”, è considerato il papà di tutte le cucine solari e venne inventato dal norvegese Jon Bøhner: si trattava di un forno a scatola molto spartano che vinse persino il premio “Climate change challenge” del Financial Times.

A seguire fu un designer italiano di Colle di val d’Elsa di nome Gianni Rocchi, che propose un barbecue ad energia solare di nome Biogrì, ancora sul mercato e caratterizzato da una cottura priva di fumi e particelle derivanti da combustione e totalmente privo di fiamme dirette o indirette, piastre riscaldate, resistenze o altro poiché la sola luce solare, opportunamente riflessa, determina la cottura dei cibi.

E per gli appassionati di pane fatto in casa e torte di mele senza tempo? Ebbene, la risposta sta tutta nel forno a energia solare, comodo e facile da usare dovunque voi siate, è l’ideale per un party in spiaggia o estive cenette romantiche. Si tratta infatti di una scatola foderata di superfici riflettenti capaci di convergere i raggi del sole nel punto in cui la pietanza viene riposta per la cottura. Considerate ovviamente che per utilizzarlo è necessario il solleone dei mesi di luglio-agosto e che i tempi di cottura si dilatano un pochino.

Se desiderate testarlo, in rete si trovano moltissimi tutorial per costruirne uno a casa e poi procedere all’acquisto.