I Nachos

Nel mese più corto dell’anno, c’è un piatto perfetto per essere gustato in una fredda giornata (piovosa, magari) accoccolati sul divano, ma meglio se altrui, così non toccherà a voi pulire le briciole. Si tratta di una vera delizia croccante, un piatto semplice, povero di ingredienti ma ricco di gusto, di storia e tradizione, anche se per scoprirla bisogna spingersi fino al lontano Messico. Dove andiamo? Alla scoperta delle tortilla chips! Prima di tutto un po’ di chiarezza per districarsi tra tortillas, tacos, fajitas, nachos e qualunque altro termine faccia venire l’acquolina agli amanti della buona cucina.

Le tortillas sono parte integrante della cucina messicana, accompagnano le pietanze un po’ come in Italia si usa il pane. Che parliate di tacos, o che ordiniate un burrito, sempre di tortilla (che può tradursi con “piadina”) si tratta. Le tortillas sono composte di farina di mais, generalmente bianca, e prendono nomi diversi a seconda di come sono cucinate e della farcitura.

I tacos sono tortillas ripiegate a mezzaluna, con all’interno insalata, chili di carne o fagioli e avocado. Le fajitas sono bocconcini di carne marinati con verdure e spezie, accompagnati da riso o da una tortilla morbida. E i nachos? La sua variante più golosa, tagliata a pezzi triangolari e fritta.

Una curiosità: le tortillas venivano preparate in America da ben prima della scoperta del Nuovo Mondo. I Maya le chiamavano tlaxcalli, ma quando gli spagnoli guidati da Cortès, nel 1519, si trovarono per la prima volta di fronte a questo “pane piatto”, lo ribattezzarono “tortilla”, cioè piccola torta. Ma torniamo ai nachos, dal colore giallo intenso, dall’inconfondibile sapore di mais tostato, e con la forma perfetta per un finger food integrato da gustose salse. Sono queste le caratteristiche che li hanno resi celebri e che, e qui arriva la buona notizia, potete replicare a casa con questa semplice ricetta e solo tre ingredienti: farina, acqua e sale.

Mescolate 200 gr di farina di mais bianco con 200 ml di acqua e un pizzico di sale. Una volta amalgamato il composto, stendetelo con un mattarello tra due fogli di carta da forno fino ad ottenere uno spessore di circa 3 o 4 millimetri. Ora ritagliate la pasta in tanti cerchi, aiutandovi con il fondo di un bicchiere, e suddivideteli in spicchi. Infine, friggete i nachos nell’olio d’arachidi caldo, basterà che l’olio copra il fondo della padella.

Una variante più sana prevede la cottura al forno: spennellateli con un po’ d’olio e cuoceteli a 180° per circa 8 minuti. Visto com’è facile? E ora arriva il bello, perché quando si parla di accompagnare i nachos c’è solo l’imbarazzo della scelta. Magari una gustosa salsa guacamole, frullando un avocado, mezza cipolla, uno spicchio d’aglio e mezzo pomodoro con olio e limone. La ricetta originale li vuole cosparsi di formaggio (es. fontina), da far sciogliere in un pentolino insieme a parmigiano e latte, condendo il tutto con del peperoncino tagliato a rondelle. Via libera anche ad insalate di verdura tagliata fine, a salse di pomodoro piccanti e chi più ne ha più ne metta.

Adesso abbiamo tuti l’acquolina in bocca, ma ancora non abbiamo scoperto nulla sulla curiosa invenzione dei nachos. Già, perché mentre le tortillas hanno un’origine antica, i nachos sono un’invenzione ben più moderna, precisamente dei primi anni ’40. Siamo a Piedras Negras, una città messicana a sole 4 miglia dal confine americano. Pare che durante la seconda Guerra Mondiale, molti soldati americani che si trovavano di stanza in Texas oltrepassassero il confine per gustare qualcosa di buono. E qui, dove realtà e leggenda si incontrano, accadde che una sera un gruppo di valichi di confine americani si recò al ristorante Victory Club di Piedras Negras cercando qualcosa di buono da mangiare, ma che fosse un’assoluta novità, cogliendo di sorpresa il ristoratore Ignacio Anaya, affettuosamente detto… “Nacho”. Si sa che saper improvvisare in cucina è il requisito di ogni appassionato che si rispetti, e l’idea di friggere una tortilla e di accompagnarla con formaggio fuso e peperoncino jalapeno non solo ha deliziato i commensali, ma ha sancito la nascita di una ghiottoneria famosa in tutto il mondo. Tanto che il 21 ottobre si festeggia la Giornata internazionale dei Nachos, e il 24 febbraio, negli Stati Uniti, è la Giornata dei Nachos. Un pretesto come un altro per tuffarsi in un irresistibile piatto di nachos fumanti!