Il Gazpacho

Tra i piatti tipici della cucina spagnola si fa largo sulla tavola il Gazpacho, una ricetta semplice e genuina la cui storia si perde secoli addietro. Originario dell’Andalusia, il Gazpacho batte bandiera spagnola in tutto il mondo, a testimonianza di come il cibo sia specchio e portavoce di un identità culturale e di storie da raccontare.

Tecnicamente il Gazpacho altro non è che una zuppa di verdure, che prima della scoperta dell’America era preparata solo con pane raffermo, olio e aceto. Poi è arrivato il pomodoro, che è diventato l’ingrediente principale e che conferisce a questo piatto il tipico (e invitante) colore rosso.
L’origine esatta di questo piatto è ad oggi sconosciuta, ma potremmo dire che la ricetta così come la conosciamo oggi è diventata popolare a partire dal XVI secolo, perché se è vero che pomodoro e peperone sbarcarono nel Vecchio Mondo nel XV secolo, è solo da quello successivo che si è diffusa la loro coltivazione massiva a scopo alimentare.

Oggi, gli ingredienti principali sono pomodoro, peperoni, cetrioli e cipolla, arricchiti con erbe aromatiche e pane raffermo ammorbidito con acqua e aceto, che rende il composto morbido. In realtà le varianti di Gazpacho diffuse nella Penisola Iberica sono tantissime, e le versioni personalizzate di questa ricetta non si contano.
Una delle varianti più conosciute è il Salmorejo, che prevede l’aggiunta di più pane assumendo una consistenza simile a quella del purè.

Dopo tante chiacchiere, sarai curioso di conoscere tutti i segreti di questa ricetta fresca, che in virtù della sua semplicità ha guadagnato un posto nel Calendario dei Piatti Poveri, ma buonissimi.

Ingredienti: 1 kg di pomodori, 1 peperone (rosso o verde), 1 spicchio d’aglio, 2 cetrioli, olio extravergine d’oliva q.b., 50 ml di aceto di vino bianco, 140 gr di pane raffermo, sale q.b.
Fai ammorbidire il pane secco nell’aceto di vino bianco (un po’ come per la nostra panzanella!) scolalo e mettilo da parte. Taglia i pomodori togliendo i semini, affetta cetrioli e peperoni, e trita tutto insieme alla cipolla e all’aglio. Unisci il pane e l’olio a filo, aggiusta con un pizzico di sale e setaccia tutto. Lascia riposare in frigorifero per un paio d’ore, et voilà!

E mentre assapori il Gazpacho, ecco qualche curiosità:
-Una gaffe piuttosto comune in film e fiction (un esempio in una puntata di Will&Grace) è lamentarsi perché “la zuppa è fredda”, davanti ad un piatto di Gazpacho.
-Il regista Pedro Almodòvar dedica a questo piatto un’intera sequenza nel film Donne sull’orlo di una crisi di nervi, quando un gruppo di personaggi beve un gazpacho condito da barbiturici, e la protagonista Pepa recita anche la ricetta.
Come la sua origine, anche l’etimologia della parola è incerta. Potrebbe derivare dal termine accadico (l’antica lingua parlata in Mesopotamia!) “kasapu”, che significa frantumare. Proprio come si frantumano le croste di pane nel gazpacho. Un fil Rouge che ci lega all’uomo di migliaia di anni fa, la passione per una buonissima ricetta.