Zuppa di lenticchie

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Sapete perché si dice che le lenticchie portano fortuna? E sapete che erano molto in voga nell’Antica Roma? A quest’ultimo punto, in effetti, ci si può arrivare per deduzione: le lenticchie sono le protagoniste del nostro calendario dei piatti poveri perché sono da sempre un piatto della tradizione contadina, gustose, economiche, nutrienti e per questo molto amate.

Una tradizione che abbiamo raccolto e che arriva a noi, generazione dopo generazione, da molto prima dell’Impero romano. L’archeobotanica, la scienza che studia i resti vegetali nei siti archeologici, ha stabilito che già i contadini neolitici tornavano dal lavoro nei campi per gustarsi una fumante zuppa di lenticchie. Alla faccia della tradizione! E sempre le lenticchie sono il primo cibo di cui si abbia testimonianza scritta, e compaiono nel libro della Genesi: si racconta che Esaù, figlio di Isacco, il patriarca dell’Antico testamento, ricevette una zuppa di lenticchie da Giacobbe in cambio della sua primogenitura, il diritto di nascita all’eredità. 
E da qui il modo di dire “vendersi per un piatto di lenticchie”.
Sempre da questo episodio nasce l’antica tradizione ebraica di mangiare lenticchie durante il lutto, in ricordo di Esaù che aveva così svenduto un bene prezioso. 


Sulle tavole greche e romane le lenticchie sono state uno dei prodotti più apprezzati, hanno persino dato il nome ai Lentuli, ramo dei Cornelii, una delle famiglie patrizie più importanti di Roma! E a proposito di Roma… l’obelisco vaticano, in piazza San Pietro, è di origine egiziana e leggenda vuole che sia stato trasportato a Roma su una nave immerso e protetto in un carico, indovinate un po’, proprio di lenticchie. 
Tante curiosità dietro a un legume così piccolo!

Nei secoli successivi, durante il Medioevo e il Rinascimento, sono state relegate al desco delle classi più povere, e nei secoli successivi lì sono rimaste; sono anche citate nel “Grand Dictionaire de la novelle Cuisine”, scritto da Alexander Dumas nel 1873, come cibo pessimo… eppure non sarebbe stato questo il destino di questo versatile legume, che oggi amiamo mangiare, perché le lenticchie sono e restano soprattutto buone.
Ora che tutti abbiamo voglia di assaporare un buon piatto di lenticchie, veniamo alla ricetta della Zuppa di lenticchie
Prima, una piccola premessa: di lenticchie ne esistono moltissime varietà. Verdi, gialle, nere, rosse e ognuna con caratteristiche specifiche a seconda della zona di coltivazione.
Prodotte in quasi tutto il mondo, la variante più consigliata per la preparazione di gustosi purè e zuppe è la lenticchia egiziana, o lenticchia rossa.


Ogni variante, comunque, mantiene inalterati i nutrienti di questo cibo: digeribile, privo di grassi, ricco di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Ma veniamo alla ricetta!

Ingredienti: 
una cipolla, una carota, un gambo di sedano, 120 gr di lenticchie secche, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, un rametto di rosmarino, una foglia di alloro, olio d’oliva, sale e pepe q.b.

Procedimento: 
Sbucciate la cipolla, lavate la carota e sbucciatela, asciugandola con un foglio di Asciugoni Regina. Tritate il tutto e fatelo soffriggere in un tegame con olio d’oliva. Unite il concentrato di pomodoro e le lenticchie secche, mescolando bene. A questo punto coprite le lenticchie con mezzo litro d’acqua circa, aggiungete le erbe aromatiche e fate cuocere a fiamma dolce per circa 40 minuti, eventualmente aggiungendo dell’acqua. A fine cottura, salate la zuppa e profumatela con erbe e aromi.

Potete anche coprire le lenticchie con 180 gr di passata di pomodoro, e un po’ meno acqua, piuttosto aggiungetela mano a mano. La zuppa di lenticchie è squisita con dei crostini di pane, anche raffermo!  Può essere conservata in frigorifero per un paio di giorni, o congelata in freezer. All’occorrenza scongelatela in frigo mezza giornata prima di scaldarla e servirla. 


Un’ultima curiosità: sapete perché si dice che le lenticchie portano soldi? Perché a parità di peso rispetto ad altri legumi si presentano nel piatto in numero maggiore, essendo più piccole. Per questo in Italia mangiare lenticchie il primo giorno dell’anno è considerato di buon auspicio, un rito che, si spera, porterà tante monete quante lenticchie.