Conservare l'olio: piccolo gesto dai grandi risultati

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Il sapore inconfondibile dell’olio d’oliva è un vero e proprio balsamo per gli amanti della buona cucina. Genuino, ricco di importanti nutrienti (come i fenoli, la vitamina E, etc.) e versatile in cucina: perfetto a crudo, su un’insalata, una bruschetta, semplicemente su una fetta di pane (insomma mettetelo dove volete!) e ingrediente chiave nella preparazione di una grande varietà di piatti. Prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo, in realtà l’olio d’oliva è apprezzato dovunque. Ora che l’estate è alle porte, impossibile non leccarsi i baffi pregustando fritture, grigliate, spadellamenti vari per godersi del buon cibo in compagnia di amici e parenti, complice il sole e le giornate più lunghe. 

Ecco perché è importante parlare di uno di quei piccoli gesti che porta a grandi risultati per l’ambiente e per chi, come Regina Cucina, sceglie di adottare la filosofia del less is more, per dire finalmente “giù gli sprechi!”.
Vediamo quindi come conservare e riciclare l’olio per garantirti un prodotto fresco e buono il più a lungo possibile, e soprattutto cosa fare una volta che il fritto te lo sei magnato e restano i piatti e i pentoloni da pulire.

A volte si sottovaluta la deteriorabilità dei cibi, sia al momento dell’acquisto che dello stoccaggio domestico.
L’olio d’oliva soffre l’esposizione alla luce e le temperature elevate, che accelerano il processo di irrancidimento. Per questo va protetto dalla luce del sole e anche da quella artificiale, ed ecco perché sono da preferire i contenitori opachi o scuri, da conservare in credenze chiuse e lontani da contaminazioni aromatiche. L’olio infatti assorbe gli odori, che possono alterarne il sapore.
L’altro nemico dell’olio è il contatto con l’ossigeno, che ossida gli acidi grassi: richiudi il contenitore subito dopo l’utilizzo e quando la bottiglia si svuota travasalo in un contenitore più piccolo, vanno bene vetro scuro, latta e all’acciaio inossidabile.
Ricordi le oliere sparse qui e lì sui tavoli dei ristoranti? Sono vietate dalla legge 161 del 30 ottobre 2014, che prescrive l’uso di contenitori chiusi, etichettati e non rabboccabili.

Ora che conosci i segreti per mantenere il tuo olio buono a lungo, è ora di cucinare! E dopo, di riciclare. L’olio esausto non si getta mai nello scarico! Quando raggiunge le fognature si trasforma in un agente inquinante e potrebbe inquinare pozzi di acqua potabile rendendoli inutilizzabili. L’altro problema è che forma dei depositi di grasso nelle tubature che fungono da “colla” per altri residui alimentari che finiscono nello scarico.

Riciclalo in questo modo: aspetta che si raffreddi, filtralo per eliminare i residui di cibo (va bene utilizzare anche un pezzo di garza a maglie molto strette) e consegnalo all’isola ecologica più vicina. Un piccolo gesto che fa la differenza!