Il vino: grandi risultati nel riciclo!

Tempo di lettura stimato: 4 min

Era il 12 luglio 1963, quando per la prima volta i prodotti italiani di alta qualità poterono essere identificati con una sigla volta a valorizzarne le caratteristiche e l’unicità, trattandosi di prodotti rappresentativi di una specifica area territoriale, della sua storia e delle sue tradizioni gastronomiche. L’acronimo DOC significa “Denominazione d’Origine Controllata”, una sigla utilizzata per alimenti e per alcuni vini, come il moscato Passito di Pantelleria e Marsala di Trapani. Dal 2009, nella nuova denominazione DOP (Denominazione di origine protetta) confluiscono sia quella DOC che la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Prodotti di qualità che sono il frutto dell’attenzione e del lavoro di chi li coltiva, li coglie, li prepara per essere assaporati dagli amanti della buona cucina e da coloro che prestano attenzione alle materie prime: piccoli gesti, per grandi risultati.

E mentre gli acini d’uva maturano nelle vigne, vi diamo qualche suggerimento per tenere giù gli sprechi. Soprattutto d’estate, quando un bicchiere di vino ci fa compagnia nelle serate di vacanza trascorse con amici e parenti: che sia per sfumare un piatto che sfrigola sui fornelli o per ristorarci dalla calura, ecco qualche consiglio su come riciclare il vino!

Il rischio maggiore a cui va incontro il vino aperto, infatti, è l’ossidazione, a causa del contatto con l’aria. Ecco perché se avete una bottiglia aperta è sconsigliato consumarla nei giorni successivi all’apertura, anche se avete utilizzato un tappo di sughero. Un inconveniente che non si verifica nei comuni vini in cartone, usati solitamente per cucinare. In questi casi, la conservazione della bevanda può coprire un periodo di una settimana e poco oltre.

Uno dei principali modi di riciclare il vino avanzato è quello di trasformarlo in aceto: per ottenerlo è sufficiente lasciare aperta una bottiglia di vino bianco o rosso per alcune settimane. Il vino bianco è utilizzato per sfumare carne e pesce, mentre il vino rosso dona una nota di sapore a piatti a base di verdure e può essere utilizzato per preparare un’ottima gelatina, unito allo zucchero e ad un addensante.
Inoltre il vino vecchio può essere sfruttato per qualche trattamento per la pelle, grazie alle sue proprietà rassodanti, tonificanti ed elasticizzanti. Contiene tra l’altro alte dosi di antiossidanti, di cui l’uva è ricca. Ecco perchè il vino può trasformarsi in un alleato di bellezza, vediamo come!

-Tonico per il viso: applicato su un dischetto di cotone direttamente sulla pelle la rende luminosa e aiuta a contrastare le macchie scure. Prima di applicarlo sul viso, fate una prova sulla mano per essere certi che la vostra pelle non sia troppo sensibile!
-Scrub per il corpo: unitelo a 4 cucchiai di zucchero di canna, 4 cucchiai di miele e qualche goccia dell’olio essenziale che preferite. Otterrete uno scrub da utilizzare sulle gambe per rinnovare l’epidermide e ripulirla dalle cellule morte.

Un ultimo utilizzo trova spazio nella routine domestica di pulizia della cucina: la componente alcolica vanta proprietà disinfettanti e detergenti; potete utilizzarlo come alternativa al bicarbonato per sciacquare la frutta e la verdura, mentre diventa un efficace detergente se spruzzato sui vetri diluito con acqua.