No agli sprechi, sì al foodsharing

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È proprio vero che bastano piccoli gesti per grandi risultati! E questo concetto vale anche per argomenti di portata globale, come la lotta allo spreco alimentare. Quando buttiamo del cibo non buttiamo solo l’alimento in sé, ma anche tutte le risorse che sono state utilizzate per produrlo, dall’acqua alla terra. 

Spesso capita di sottovalutare il problema ma, secondo la Fondazione BCFN, ogni anno in Italia si buttano circa 65 kg di cibo pro-capite. E gli sprechi alimentari riguardano sia il consumo di cibo in casa che nei ristoranti. Ognuno di noi deve essere più accorto: quando andiamo a fare la spesa stiamo attenti a non acquistare cibo in eccesso, prestiamo attenzione alle scadenze e ricicliamo, quando possibile, il cibo non freschissimo (ad esempio il pane raffermo si trasforma in pangrattato).

Ma come fare a sprecare meno nei ristoranti? Il ristoratore deve essere oculato nella pianificazione degli ordini, evitare il deterioramento degli alimenti (con particolare attenzione alla scadenza e alla conservazione), riciclare il cibo avanzato seguendo le ricette della nonna e offrire al cliente la possibilità di scegliere le mezze porzioni. D’altro canto, il cliente deve rispettare la propria fame e ordinare la giusta quantità di cibo, senza eccessi. In caso contrario si può richiedere la famosa doggy bag, un contenitore per portare a casa il cibo avanzato. Un metodo semplice ed efficace per evitare gli sprechi, ma ancora poco usato in Italia per la vergogna di chiederla. 

E in questa cornice si inseriscono perfettamente le innovative App dedicate al foodsharing, che si propongono di contribuire alla lotta agli sprechi. Tra tutte si distingue l’applicazione danese “Too Good To Go”, sbarcata recentemente anche in Italia, che si presenta con lo slogan “Troppo buono per essere buttato”! Questa piattaforma digitale offre la possibilità a ristoranti, panifici, bar, supermercati e hotel di mettere in vendita, a un prezzo vantaggioso, quei prodotti che altrimenti, il giorno seguente, andrebbero buttati. In questo modo l’esercente guadagna, il cliente risparmia e il Pianeta ringrazia. 

Ma come funziona nella pratica? A fine giornata, i commercianti iscritti all’applicazione mettono in vendita le proprie “Magic Box”, scatole misteriose con una selezione di deliziosi prodotti rimasti invenduti o prossimi alla scadenza. Il cliente acquista online la propria cena al buio e a un orario prestabilito si reca al locale per ritirare la sua mistery bag. Un’iniziativa divertente che favorisce i legami tra commercianti e clienti, riduce gli sprechi e soprattutto aiuta concretamente l’ambiente!