Salvare il vino

Sarà capitato anche a voi di comprare un vino di pregio, conservarlo per una serata speciale, preparare un’ottima cena, attendere gli ospiti e…una volta stappata la bottiglia scoprire che il contenuto è praticamente imbevibile!

Non sempre però è da buttare. Meglio provare quindi a restituire una dignità al vino in questione con alcuni escamotage.

Se il vino odora di stallatico, un aroma provocato dagli etilfenoli che i manuali del sommelier definiscono come “sudore di cavallo” e si avvicina parecchio ad un misto di cavolo lessato e cerino bruciato, incredibilmente si può rimediare…ebbene sì, basta una monetina di rame, che va pulita per bene col detersivo per piatti e un igienizzante potente e poi infilata in ciascun bicchiere. A contatto col rame i tioli, che rilasciano quel terribile tanfo, perdono il solfuro di rame, lasciando il vino inodore.

Se invece il vino sa di tappo, provate a versarlo in un sacchetto di plastica pulito. Il sacchetto, tipo quelli che trovate comunemente nei supermercati per riporre gli alimenti in freezer, deve essere di polietilene, poiché pare che le molecole passate dal sughero al vino, abbiano un’alta affinità con le catene polimeriche di questi sacchetti. In questo modo, il vino viene “liberato” dalle sgradevoli molecole, che restano, invece, attaccate al sacchetto.

Un vino piuttosto vecchio, che ha preso un sapore marsalato, può tornare a nuova vita utilizzandolo in cucina, per preparare ad esempio un risotto anni ’80 o come sostituto del marsala per togliere il gusto di selvatico o ancora nelle riduzioni dolci.

Se invece il vostro vino è più simile all’aceto che ad un buon bere, dovreste provare la sua capacità igienizzante, ottimo per disinfettare frutta e verdura. E dovreste anche mescolarlo a zucchero e pectina per una deliziosa gelatina. E se di sera volete rilassarvi in doccia con un trattamento antiossidante in grado di donare lucentezza alla pelle, bagnate una spugna da bagno e passatelo generosamente sul corpo.