Soffritto Light

Il soffritto è la base di moltissimi piatti della cucina italiana, in grado di esaltare una gran quantità di preparazioni, grazie all’equilibrio di aromi che, anziché coprire, potenzia il gusto. Deve però essere fatto a regola d’arte altrimenti può rovinare del tutto le pietanze. Queste le regole base: sedano, carota e cipolla freschi, non tritati (col mixer) bensì tagliati a dadolata; l’utilizzo di una pentola antiaderente, di coccio o di rame; la scelta del grasso in cui rosolare le verdure, che può essere un olio extravergine di oliva o del burro; una fiamma dolcissima e molta calma, poiché il soffritto deve cuocere per almeno 15 minuti.

Sono molti i nutrizionisti che concordano però sul fatto che il soffritto potrebbe potenzialmente fare male alla salute; non per le verdure, ovviamente, che invece apportano importanti benefici al nostro organismo. Il problema risiede nell’utilizzo della materia grassa, e in alcuni errori che comunemente vengono commessi quando si procede con la preparazione. Il burro, infatti, andrebbe utilizzato solo sporadicamente! Non dobbiamo neanche dimenticare che anche l’olio è un grasso, anche se di origine vegetale. Se utilizzato in quantità eccessive, può fare male, ma questo vale per quasi tutti gli alimenti. Equilibrio è la parola chiave! Inoltre gli oli non andrebbero mai scaldati oltre una certa temperatura, detta punto di fumo, per non perdere le proprietà nutritive.

L’alternativa, un vero e proprio esempio della filosofia “less is more”, è il cosiddetto “Soffritto stufato di cipolla”, un’alternativa più salutare e dietetica.

La ricetta:
Ingredienti: sedano, carota, cipolla, sale q.b., olio evo, brodo vegetale.

Procedimento: mettete in una padella pochissimo olio e le verdure tritate. Aggiungete un pizzico di sale e alzate il fuoco. Non appena comincia a sfrigolare unite 2-3 cucchiai di brodo ben caldo e proseguite la cottura a fiamma dolce per 3-4 minuti. Unendo il brodo si blocca il surriscaldarsi eccessivo dell'olio.