Il pane raffermo si butta?

Complice la crisi e i cambiamenti di atteggiamento nei confronti del carrello della spesa, ma anche di una sempre maggiore e virtuosa attenzione ai consumi, nell’ultimo anno quasi tre italiani su quattro hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari. Ce lo confermano i dati di una recentissima indagine di Coldiretti, che indica anche quanto su questo trend positivo abbia pesato la cosiddetta Legge Gadda (166/2016) contro lo spreco alimentare che ha reso l’Italia un Paese all’avanguardia in Europa e nel mondo. Si tratta infatti di un provvedimento che riorganizza il quadro normativo di riferimento sulle donazioni degli alimenti invenduti semplificando le procedure e incentivando il recupero di cibo da donare alle persone più povere del nostro Paese. Un provvedimento che non solo ha stimolato la grande ristorazione ad attrezzarsi con confezioni o vaschette ad hoc per portare il cibo non consumato a casa ma ha anche fatto crescere gli accordi tra industrie e catene di distribuzione per consegnare le scorte alimentari in scadenza ai più bisognosi. Il Banco alimentare stima un aumento delle donazioni di ben il 20% dall’entrata in vigore della legge. Buone notizie dunque, ma non basta. 
L’Osservatorio nazionale sugli Sprechi (il Waste Watcher) stima che in media ogni italiano butti via ogni mese 2,4 kg di prodotti alimentari, che significa oltre 8 miliardi di cibo all’anno sprecati. 
E solo relativamente al pane: ogni giorno in Italia se ne producono circa 72mila quintali e se ne buttano via 13mila. 
Tra i suggerimenti della Coldiretti per diminuire lo spreco: i piatti antispreco. Si tratta di tornare alle origini, dando maggior valore a ciò che prendiamo dal frigo e utilizzando quello che avanza dal pasto precedente, come ha fatto il 63% degli italiani che ha ridotto lo spreco. Dalle polpette alle frittate, dalla peperonata della nonna alla bruschetta, dagli smoothies alla macedonia: si tratta di abitudini che vanno soltanto riprese e consolidate. E alla domanda “il pane si butta?” la risposta è “assolutamente no: less is more!”
Con il pane si possono realizzare piatti deliziosi e molto semplici ma sempre di grande effetto.
Eccone alcuni:
- la ribollita toscana
- i canederli trentini
- la pinza veneta
- la torta paesana di origine brianzola, a base di pane, cacao, frutta secca e latte
- il messinese baccalà in umido alla ghiotta
- la pizza rustica per consumare le verdure avanzate avvolgendole in una croccante sfoglia
- la bruschetta 
- il pangrattato, ingrediente fondamentale in numerose preparazioni